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Marcello Gallucci GALLUCCI Marcello
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Allievo e poi collaboratore di Nicola Ciarletta, col quale si è laureato in Filosofia (magna cum laude) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Urbino, Marcello Gallucci è attualmente titolare della Cattedra di Storia dello Spettacolo presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, dove insegna anche Letteratura e Filosofia del Teatro (ma declina ogni responsabilità a proposito dell’infida denominazione del corso) e, provvisoriamente, Regia. Da più di trent’anni svolge la sua attività preminentemente in Abruzzo, spesso condividendo i percorsi di ricerca dei principali gruppi regionali – e spesso apertamente questionando con loro. Ha ideato e diretto il seminario internazionale di studi L’Eresia del Teatro, dedicato a Ingemar Lindh e Jurij P. Ljubimov (1998-99). Ha tenuto corsi, seminari e conferenze e stage di formazione presso l’Accademia Nazionale di Arte Drammatica di Roma, all’Institut del Teatre di Barcellona (Spagna), alla Facoltà di Belle Arti di Amiens (Francia), alla Facoltà di Arte dell’Università di Košize (Slovacchia) e in diversi atenei di Istanbul (Turchia)… Ha preso parte al Colloquio Internazionale su Antonin Artaud di Cerisy-la-Salle (2003) e alla celebrazione nazionale degli scrittori del “Grand Jeu” (Reims 2004); ha partecipato inoltre alle celebrazioni nazionali francesi per il centenario della nascita di R. Daumal (Parigi, 2008).

Da anni insegue il fantasma di uno dei protagonisti più complessi e sfuggenti del primo Novecento teatrale, Aleksandr Zal’tsman (o Alexander von Salzmann, o Alexandre de Salzmann), indiscusso maestro di Daumal e protagonista di alcune delle notti più allucinate di Artaud, collaboratore prezioso e insostituibile di Appia nel corso dell’esperienza di Hellerau e oscuro e volatile interlocutore di Kandinsky. Da Salzmann a Martin Buber, il cammino del teatro si arricchisce di echi che, in Nostalgia di Orfeo, approdano a Grotowski. Ha curato l’edizione italiana dei Messaggi Rivoluzionari di Artaud e quella di Tre scritti sul teatro e l’arte dell’attore di S. Kierkegaard.

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