//VII Edizione ETNORAMI – Nomadismi dell’arte contemporanea

VII Edizione ETNORAMI – Nomadismi dell’arte contemporanea

Incontri ravvicinati con artisti internazionali

a cura di
Lea Contestabile

Nazan e Aydin Erkmen
Segni della illustrazione turca contemporanea
Nazan Erkmen-L’Epica di Gilgamesh
Aydin Erkmen-L’Epica delle antiche città dell’Anatolia

Il MuBAQ-Museo dei Bambini dell’Aquila in collaborazione con la Marmara University di Istanbul(Turchia), Accademia di Belle Arti di L’Aquila, Accademia Albertina di Torino, Regione Abruzzo-Assessorato alla Promozione Culturale, Comune di Fossa, Pro loco di Fossa
organizza
la VII edizione di ETNORAMI

La manifestazione, nata per creare occasioni di riflessione e di scambio tra diverse culture attraverso l’arte, mette in rete artisti, critici, bambini instaurando momenti di dibattito e di laboratorio.
La manifestazione è strutturata in maniera tale che artisti con maggiore esperienza lavorino con quelli più giovani mettendo a confronto tematiche, punti di vista, modalità d’intervento.

Gli artisti invitati quest’anno sono due grandi illustratori turchi che, attraverso le loro immagini, raccontano la cultura del loro Paese.
La mostra Nazan e Aydin Erkmen, segni dell’illustrazione turca contemporanea
già presentata con grande successo negli spazi espositivi dell’Accademia Albertina di Torino nel Maggio 2011, a cura di Salvo Bitonti e con testo critico di Antonio Musiari
sarà allestita a Fossa negli spazi del Centro AllenaMENTE all’interno del paese distrutto dal terremoto del 6 aprile e si inaugurerà domenica 20 novembre alle ore 17.00.
Anche questa occasione vuole essere un contributo del MuBAQ alla rinascita culturale del nostro territorio avvicinando grandi e piccoli ad altre culture per meglio conoscerle, capirle ed accettarle.
Le fiabe diventano la chiave di lettura per meglio comprendere aspetti fondamentali della società e nel loro insieme, danno una spiegazione generale della vita umana aiutando a capire come, dallo scambio tra culture diverse, si possa trarre un arricchimento, senza rinunciare alla propria identità culturale

Una fase importante del progetto riguarda, come sempre, i laboratori creativi che realizziamo con bambini e ragazzi sulle tematiche affrontate dagli artisti invitati .
I laboratori diretti da Lea Contestabile saranno condotti dagli operatori del MUBAQ che vantano esperienza e competenza nel campo della didattica dell’arte

Così scrive il curatore torinese nel testo della mostra di Torino
“Nel comune impegno di elaborare e diffondere per immagini frammenti di storia presentano una scelta delle proprie opere Nazan Erkmen – docente e decana della Facoltà di Belle Arti alla Marmara Üniversitesi di Istanbul – e Aydin Erkmen, altro
significativo esponente della grafica contemporanea in Turchia.

Nazan Erkmen reinterpreta uno dei primi capolavori letterari dell’umanità: il poema di Gilgamesh. Il confronto con un personaggio archetipico e, in quanto tale, insondabile nella profondità dei significati religiosi e psicologici – nonché delle implicazioni contestuali, oniriche e affabulatorie – si svolge dal fondamento archeologico e recupera così la piena valenza della opposizione tra mito e realtà. L’iconografia ancestrale, scaturita dalla tradizione orale in un testo che si formò attraverso un lungo arco di generazioni, funge dunque da prova e fa vacillare l’equilibrio delle tavole verso il polo della realtà. A correggere questo iniziale sbilanciamento, Nazan Erkmen provvede con un uso del colore capace di restituire unità ad elementi disparati, fino a superare l’abisso tra l’iconografia – testimonianza dell’archeologia di Gilgamesh – e la necessità sempre attuale di rivisitare ed immedesimarsi nelle sue avventure. Nazan Erkmen conferma il talento, noto dalla sua ricca produzione di libri illustrati di narrativa e per l’infanzia, ricreando con la propria visionarietà l’emozione dell’antichissimo legame tra gli dei e uomini della Mesopotamia primordiale di Gilgamesh ed Enkidu fino ai nostri giorni. Lo scambio nativo tra grafica ed editoria, caratterizzante la civiltà figurativa in Turchia, fa da ponte tra la ricerca di Nazan e quella di Aydin Erkmen. Entrambi, infatti, vedono l’illustrazione quale sbocco principale dei loro percorsi. Il passaggio tematico da compiere è quello tra la personificazione del sistema di valori che il Vicino Oriente antico prestò alle civiltà limitrofe e gli scenari in cui quello stesso sistema agì anche attraverso altri personaggi, sia leggendari sia storici.
Nel caso della serie L’Epica delle antiche città dell’Anatolia di Aydin Erkmen – che il pubblico italiano ha ora l’occasione di considerare direttamente – la materia letteraria ha dunque ceduto parte dei suoi diritti all’interazione spazio-tempo.
Remoti nomi di città, poli-etniche e dal fascino a-cronico, si dispiegano in immagini tese anzitutto a trasmettere il richiamo ininterrotto che ci proviene dal passato. A sostenere il peso del messaggio è un procedimento di selezione fedele piuttosto alla fantasia individuale che ad un impossibile rigore. La tavola risulta così composta da silhouettes dapprima semplificate e quindi amplificate cui un cromatismo nostalgico – o meglio, la nostalgia della policromia perduta – assicura l’indispensabile sottolineatura emotiva. La mano dotta ed esperta dell’artista perviene dunque a ricomporre non frammenti di rovine, bensì tessere di memoria ancora efficaci nel suggerire attraverso lo sguardo la vita intensa e segreta delle nostre radici eurasiatiche.

2017-06-03T08:48:02+00:00