È nel giusto clima del 21 dicembre 2021 che si è salutato nel teatro dell’Accademia il solstizio d’inverno.

Nel giusto clima si è voluto dare un augurio anticipato per le prossime festività natalizie del 2021 appena trascorso. Nel giusto clima si è voluto tornare a parlare di un personaggio, Fabio Mauri, che tanto ha lasciato alla nostra accademia e di cui è documentata la sua esperienza didattica ventennale nell’attuale mostra ospitata nella stessa Accademia fino al 22 gennaio 2022. Nel giusto clima i costumi della performance Gran Serata Futurista 1909-1930 arricchiscono lo scenario del nostro teatro in questo periodo.

Nel giusto clima due giovani compositori: Gabriele Boccio e Federico Martusciello hanno accolto l’invito a comporre un concerto di musica elettroacustica An nu ir motóri, tenutosi il 21 dicembre 2021 alle 17.00 proprio in questo teatro all’insegna di quell’ibridizzazione tra le arti che propugnava il Futurismo, dove pittura, musica, teatro convivono all’unisono. Niente di meglio, quindi, che due giovani compositori si siano rifatti proprio agli Intonarumori di Luigi Russolo per animare, sulle immagini proiettate senza sonoro della Gran Serata Futurista del 1980 di Fabio Mauri, gli ambienti del nostro teatro. A distanza di centootto anni il manifesto futurista della musica si rianima e prende forma e suono nella nostra accademia.

Oggi, che è l’ultimo giorno di apertura della mostra, vogliamo ringraziare i due giovani compositori e lo studente Erasmus László Horváth della Hungarian University of Fine Artsche di Budapest al suo quinto anno di Pittura, il quale si è occupato della veste grafica sia delle locandine del 21 dicembre sia dello sfondo del presente video. Video, che contiene l’intero brano di musica elettroacustica An nu ir motori.

 

Teatro dell’Accademia di Belle Arti
Via Leonardo da Vinci 6B, L’Aquila
21 dicembre 2021, ore 17.00
Concerto di musica elettroacustica An nu ir motòri
Compositori: Federico Martusciello e Gabriele Boccio

Martedì 21 dicembre 2021, alle ore 17.00, i due giovani compositori Gabriele Boccio (1996) e Federico Martusciello (1992), terranno il concerto di musica elettroacustica An nu ir motóri nel teatro dell’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.
Il brano è una composizione originale scritta a partire da esempi sonori generati dagli intonarumori dell’artista futurista Luigi Russolo (1885 –1947).
Il concerto s’inserirà all’interno della mostra dedicata a Fabio Mauri, Un caro affettuoso saluto a tutti voi (prorogata fino al 22 gennaio 2022), incentrata sull’attività aquilana, didattica ed espositiva, dell’artista, docente di Estetica in questa Accademia dal 1979 al 1996.
Per l’occasione, la Direttrice dell’Accademia, prof.ssa Maria D’Alesio, farà a tutti gli studenti e al corpo docente e amministrativo un saluto di auguri per le prossime vacanze natalizie.

Il lavoro acusmatico An nu ir motòri si sviluppa a partire dall’elaborazione di alcuni esempi sonori generati dagli intonarumori, strumenti meccanici ideati dal pittore e musicista Luigi Russolo, che formavano una sorta di piccolo ensemble di “ululatori”, “scoppiatori”, “ronzatori”, “gorgogliatori” e “gracidatori”. Partendo dalla lettura del manifesto futurista L’arte dei rumori (1913) dello stesso Russolo e da un’analisi delle potenzialità timbriche ed espressive degli esempi sonori a disposizione, questi subiscono una progressiva destrutturazione che coinvolge i principali parametri del suono. I campioni audio sono stati elaborati grazie a dei processi di granulazione implementati all’interno del software MaxMSP. L’attitudine sperimentale applicata ai materiali sonori riprende, seppur nel contesto delle attuali risorse tecnologiche, la volontà di controllare il suono partendo da un principio “meccanico” (e oggigiorno anche informatico). D’altro canto, il brano si pone a sua volta come una forma di provocazione intellettuale verso sonorità elettroacustiche, che ci appaiono oramai primitive (come quelle degli intonarumori) e non più anticonformiste come un secolo fa, oltre al voler evidenziare l’incompatibilità concettuale che veniva a crearsi tra concetto di rumore, percettivamente privo di altezze, e suoni intonati. Il titolo del lavoro è stato concepito come la scomposizione di un anagramma della parola “Intonarumori”, rispecchiandone pertanto i principi compositivi applicati, e vuole stimolare il pubblico a ricercare nell’ascolto molteplici chiavi di lettura, così come certe “parole in libertà” tipiche dello stile letterario futurista.