L’Accademia di Belle Arti dell’Aquila saluta l’architetto Paolo Portoghesi, morto oggi all’età di 92 anni. Preside del Politecnico di Milano dal 1968 al 1976, Portoghesi è stato un esponente di spicco del movimento postmoderno italiano, pubblicando anche saggi sull’argomento, come Dopo l’architettura moderna (Laterza, Bari, 1980) e Postmodern: l’architettura nella società post-industriale (Electa, Milano, 1982), curando nel 1980 la prima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, di cui è anche stato presidente. Proprio in Abruzzo, negli anni ’70 e ’80, Portoghesi ha progettato numerose opere: a Sulmona, Avezzano e L’Aquila, dove nel 1988 nasceva su suo disegno l’attuale sede dell’Accademia di Belle Arti alle pendici del monte Pettino.

Negli ultimi anni della sua attività, Portoghesi si è allontanato dalla corrente postmoderna per avvicinarsi alla geoarchitettura, disciplina legata all’ambiente naturale visto come spazio con cui confrontarsi e dialogare in modo responsabile. Sul tema ha pubblicato nel 2005 il saggio Geoarchitettura. Verso un’architettura della responsabilità, seguito dalla fondazione della rivista Abitare la terra e dall’istituzione di un corso di studi presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli studi di Roma La Sapienza, da lui stesso tenuto in qualità di professore emerito per diversi anni. Il suo ultimo lavoro è stato nel 2019 la concattedrale di Lamezia Terme con i campanili in acciaio ispirati alla Sagrada Familia di Gaudì.