Grand Palais Éphémère, Parigi
7 – 10 febbraio 2022
Apertura al pubblico dal 10 febbraio 2022.
L’Accademia di Belle Arti L’Aquila, gemellata con l’École supériore d’art d’Annecy Alps, è stata l’unica accademia italiana a partecipare al progetto internazionale EuroFabrique, organizzato dalla Rmn – Grand Palais, dall’École des Arts Décoratifs e dall’ANdEA – Association nationale des écoles supérieures d’art come parte della Presidenza francese dell’Unione Europea. Una fantastica, intesa esperienza di relazioni umane e professionali è nata dall’incontro tra Roxane-Lola Hoin, Laura Millet, Camille Martin, Quentin Gilbert, Lou Lombard, Lara-Lisa Coppola, Mathis Fer, Remy Bender, guidati dai professori Julie Portier e David Zerbib, e Riccardo Rufini, Federico Battisti, Stefano Ventilii, Valentina Ricci, Claudio Di Domenico Maladestra, in connessione on line con Lucia Cantò, Sara Cecconi, Diana De Luca e Chiara Di Carlo e con la professoressa Margherita Morgantin. Scopo del progetto EuroFabrique è stato quello di inventare forme atte a definire il continente europeo nel complesso contesto contemporaneo. Il progetto realizzato dall’École supérieure d’art Annecy Alpes e dall’Accademia di Belle Arti L’Aquila ha previsto lo scambio di piccoli oggetti di sopravvivenza tra una scuola e l’altra, oggetti che ciascun ricevente ha “attivato”, realizzando qualche cosa e rispondendo con un nuovo invio di oggetti. Questo scambio ha permesso di tessere relazioni irrazionali e immaginifiche tra persone straniere e sconosciute, preparando la loro fattiva collaborazione al Grand Palais Éphémère, dove sono chiamati a costruire insieme un rifugio e a riflettere sul progetto artistico sviluppato insieme nel tempo, condividendo idee, parole, cibo, impegni, speranze. L’idea alla base del progetto è di costruire ogni riflessione politica solo a partire dal sentire del corpo, che vive, pensa, si fa un’idea silenziosamente e continuamente. Questo lavoro di comunicazione e di conoscenza tra persone sconosciute è stato un nodo di riflessione durante il dibattito, che si è tenuto mercoledì mattina tra tutti i partecipanti al progetto in presenza e on line. Altro specifico punto di dialogo proposto dall’artista Margherita Morgantin è il fatto di abitare una lingua prima ancora che un luogo. L’importanza della lingua per la formazione e anche la formalizzazione del pensiero di ciascun individuo.Molteplici le conoscenze strette durante i quattro giorni al Grand Palais Éphémère. Il nostro padiglione è stato visitato dal Ministro della cultura francese, ROSELYN BACHELOT; dall’artista AI WEIWEI; dal nuovo direttore del Palais de Tokyo, GUILLAUME DÉSANGES; dallo scrittore e giornalista italo-svizzero GIULIANO DI EMPOLI; da LIVIO RIBOLI SASCO, fondatore dell’associazione Paris Montagne e dell’Atelier des Jours à Venir nonché ideatore del programma “Science Accademy”; BENEDICTE SAVOY, docente del College de France e incaricata dal Ministro Macron di studiare la questione delle restituzioni ai paesi d’origine del patrimonio africano; CHUZ MARTINEZ, curatrice, conservatrice e storica dell’arte, direttrice dell’Istituto d’arte alla FHNW Academy of Art and Design di Bâle e dello spazio espositivo dell’istituto Der Tank.










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