In seguito alla convenzione sottoscritta tra l’Accademia di Belle Arti L’Aquila e l’impresa Fratelli Ettore e Carlo Barattelli Srl., la Scuola di restauro dell’ABAQ partecipa al cantiere di restauro degli apparati decorativi di Palazzo Farinosi Branconi.

L’accordo prevede l’attivazione di tirocini di formazione ed orientamento, curriculari e post-diploma. In questo momento è iniziato il primo stage da parte di un laureando, che usufruisce di una borsa lavoro della Fondazione Carispaq.

Si tratta della seconda convenzione messa in atto dall’accademia aquilana con soggetti privati, dopo quella stata sottoscritta lo scorso anno con la Casa d’Aste Gliubich dell’Aquila.

Di proprietà di BPER Banca, Palazzo Farinosi Branconi è uno dei più importanti edifici della città dell’Aquila sotto il profilo sia storico sia artistico, danneggiato dal sisma del 2009. Il restauro dell’edificio nel suo complesso e degli affreschi interni – in particolare il ciclo della Sala di San Clemente – permetterà di recuperare la testimonianza di una storia importante per la città, anche alla luce delle diverse destinazioni d’uso avute dall’edificio nel corso dei secoli: da residenza a scuola, da caserma a sede della presidenza della Giunta Regionale.

Nel caso specifico di questo cantiere i tirocinanti avranno la possibilità di confrontarsi e lavorare su un modello di restauro innovativo e ad alto contenuto tecnologico, in grado di restituirci l’antico splendore del manufatto insieme al necessario miglioramento sismico. In particolare, il ciclo della Sala di San Clemente sarà infatti restaurato ricomponendo migliaia di frammenti (circa 270 cassette con pezzi di affresco) su supporto polimaterico tecnologicamente avanzato (pannelli sottilissimi) che sul retro riprodurrà la conformazione del muro dove poi sarà ricollocato. Si tratta di un intervento di restauro innovativo mai realizzato prima d’ora su superfici di grandi dimensioni.

 

Palazzo Farinosi Branconi già Palazzo Branconio è stata la residenza di una delle più potenti famiglie aquilane dalla metà del XVII secolo, quando uno dei più importanti esponenti della casata, l’Abate Girolamo Branconio, acquistò e fece sistemare in forma palazziale una serie di piccoli fabbricati che si trovavano nel sito dove ancor oggi sorge l’edificio. Nel 1639 il Palazzo divenne la residenza ufficiale della famiglia Branconio. Nel 1874 un Regio Decreto ne cambiò la denominazione in Palazzo Farinosi Branconi. A partire dal XIX secolo, l’edificio fu utilizzato dapprima come caserma quindi come scuola, finché, nella seconda metà del XX secolo, Giulio Farinosi Branconi lo cedette alla Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila, di cui era socio. Fu proprio l’ente bancario a promuoverne il restauro negli anni novanta del secolo scorso; nei primi anni del duemila e per un breve periodo, il palazzo fu sede della Presidenza della Giunta Regionale d’Abruzzo. L’edificio è stato gravemente danneggiato dal sisma del 2009 soprattutto nei suoi splendidi apparati decorativi: gli stucchi, le decorazioni degli ambienti, i soffitti lignei e soprattutto i cicli di affreschi della Sala dei Putti, della Sala di Saul e Davide e quelli della Sala di San Clemente. Quest’ultima è un vero e proprio capolavoro della pittura sacra in Abruzzo, che prima del terremoto si presentava completamente affrescata con un ciclo che decorava tutte le pareti e che rappresentava uno dei pochissimi apparati completi presenti nel capoluogo abruzzese. Le pitture sono dedicate alla figura di San Clemente, con esplicito riferimento all’abbazia di San Clemente a Casauria che era uno dei numerosi feudi abruzzesi controllati dalla famiglia.