Le Conferenze Nazionali dei Direttori e dei Presidenti delle Accademie di Belle Arti, dei Conservatori di Musica, degli ISIA e la Conferenza Nazionale delle Consulte degli Studenti AFAM hanno indirizzato una lettera aperta al Ministro dell’Università e della Ricerca, Sen. Anna Maria Bernini, chiedendo il ritiro urgente dello schema di revisione del DPR 28 febbraio 2003, n. 132, attualmente all’esame del CNAM.
Secondo le Conferenze firmatarie, il testo finora emerso presenta elementi che destano forte preoccupazione perché rischiano di modificare profondamente l’equilibrio istituzionale del sistema AFAM, compromettendo i principi di autonomia, rappresentatività e autogoverno che caratterizzano le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica.
Tra i punti maggiormente contestati figurano l’attribuzione della rappresentanza legale esclusiva al Presidente, l’introduzione di una figura di Direttore generale con funzioni gestionali di vertice e il conseguente ridimensionamento del ruolo del Direttore, unico organo apicale eletto direttamente dalla comunità accademica. Le Conferenze ritengono che tali modifiche trasferiscano funzioni essenziali a figure non elettive, indebolendo il principio di responsabilità democratica che deve caratterizzare la governance delle istituzioni AFAM.
Le Conferenze evidenziano inoltre come il nuovo impianto rischi di allontanare ulteriormente il settore AFAM dal percorso di progressiva integrazione con il sistema universitario, proprio mentre appare necessario completare il riconoscimento dei titoli AFAM attraverso una chiara e definitiva equiparazione alla denominazione di laurea, indispensabile per garantire agli studenti una piena spendibilità dei titoli in Italia e all’estero.
Secondo i firmatari, le priorità del sistema AFAM, finanziamento delle istituzioni, rafforzamento degli organici, reclutamento, edilizia e riconoscimento dei titoli, richiedono interventi strutturali e condivisi.
Per queste ragioni, le Conferenze chiedono il ritiro del testo e l’apertura immediata di un confronto istituzionale con il Ministero, finalizzato alla costruzione di una riforma condivisa, rispettosa dei principi costituzionali, dell’autonomia delle istituzioni e della rappresentanza di tutte le componenti della comunità accademica.
Firmatari:
Conferenza Nazionale dei Direttori delle Accademie di Belle Arti
Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Accademie di Belle Arti
Conferenza Nazionale dei Direttori dei Conservatori di Musica
Conferenza dei Direttori e dei Presidenti degli ISIA
Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte degli Studenti Aba e Isia
Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte degli Studenti ISSM
Scarica la Lettera al Ministro 17 giugno 2026
Testo integrale della lettera
Si riporta di seguito il testo integrale della lettera aperta inviata al Ministro dell’Università e della Ricerca, Sen. Anna Maria Bernini.
Al Ministro dell’Università e della Ricerca
Sen. Anna Maria Bernini
segreteria.ministro@mur.gov.it
Oggetto: richiesta urgente di ritiro dello schema di revisione del D.P.R. 28 febbraio 2003, n. 132
Egregio Signor Ministro,
le Conferenze Nazionali dei Direttori e dei Presidenti delle Accademie di Belle Arti, la Conferenza Nazionale dei Direttori dei Conservatori di Musica, la Conferenza dei Direttori e dei Presidenti degli ISIA, la Conferenza Nazionale delle Consulte degli Studenti ABA e ISIA e la Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte degli ISSM hanno appreso dell’esistenza di uno schema di revisione del D.P.R. 28 febbraio 2003, n. 132, attualmente sottoposto all’esame del CNAM.
Pur nella consapevolezza che il testo possa essere ancora modificato, i contenuti emersi suscitano forte preoccupazione, poiché sembrano configurare un significativo arretramento rispetto ai principi di autonomia, rappresentatività e autogoverno sui quali si fonda il sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica.
Destano particolare allarme l’ipotesi di concentrare nella figura del Presidente l’intera rappresentanza legale dell’istituzione, l’introduzione di un Dirigente generale con funzioni gestionali di vertice e la conseguente limitazione del ruolo del Direttore, unico organo apicale eletto e direttamente espressione della comunità accademica. Una simile impostazione attribuirebbe funzioni essenziali di rappresentanza, indirizzo, programmazione e gestione a figure non elettive, ridimensionando il soggetto responsabile della missione didattica, artistica, musicale, scientifica e di ricerca.
Particolarmente critica appare anche la possibilità che il Ministro proceda alla nomina del Presidente al di fuori della terna proposta dal Consiglio accademico. Tale previsione svuoterebbe di effettività l’indicazione dell’organo rappresentativo della comunità accademica, altererebbe l’equilibrio tra i poteri e costituirebbe una rilevante deviazione dai principi di autonomia delle istituzioni, garantiti attualmente dalla composizione equilibrata del CdA, organo di governo dell’istituzione.
Il vigente D.P.R. n. 132 del 2003, pur avendo mostrato criticità nella delimitazione delle competenze, riconosce al Direttore la rappresentanza connessa alle attività didattiche, artistiche, scientifiche e di ricerca. La revisione della governance avrebbe dovuto superare le sovrapposizioni rafforzando la responsabilità dell’organo eletto; lo schema sembra invece procedere nella direzione opposta, separando artificiosamente la missione accademica dalla capacità di rappresentare e impegnare l’istituzione.
Questa impostazione appare difficilmente conciliabile con l’articolo 33 della Costituzione e con la legge 21 dicembre 1999, n. 508, che riconoscono alle istituzioni di alta cultura il diritto di darsi ordinamenti autonomi e alle istituzioni AFAM autonomia statutaria, regolamentare, didattica, scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile. L’autonomia implica infatti la capacità effettiva della comunità accademica di governare le proprie attività e di esprimere attraverso organi elettivi il vertice dell’istituzione.
Neppure il richiamo al modello universitario può giustificare le soluzioni prospettate: nelle università la rappresentanza legale e la guida dell’istituzione sono affidate al Rettore eletto, mentre il Direttore generale è responsabile della gestione amministrativa. Nel modello delineato per l’AFAM si importerebbe invece la figura del Direttore generale senza recepire il principio fondamentale della guida elettiva.
Lo schema rischia quindi di allontanare ulteriormente l’AFAM dal sistema universitario, anziché completarne rapidamente il riordino e la piena integrazione nello spazio europeo dell’istruzione superiore. Tale allontanamento non garantisce agli studenti il chiaro riconoscimento della denominazione di laurea per i titoli conseguiti, riconoscimento ormai non più rinviabile e necessario per assicurare titoli immediatamente comprensibili e pienamente spendibili in ambito nazionale e internazionale.
La bozza può inoltre comprimere la rappresentanza degli studenti negli organi, riducendone gli spazi di partecipazione e di effettivo coinvolgimento nelle decisioni che riguardano la vita delle istituzioni. Una riforma della governance deve invece tutelare tutte le componenti della comunità accademica e garantire un confronto reale, approfondito e trasparente con le Conferenze dei Direttori e dei Presidenti, con le Conferenze Nazionali delle Consulte degli Studenti e con le rappresentanze del personale.
Le reali criticità del sistema – sottofinanziamento, carenze di organico, edilizia, reclutamento e riconoscimento dei titoli – non possono essere affrontate attraverso il ridimensionamento degli organi accademici e una managerializzazione esterna della governance, che rischierebbero di aggravare le difficoltà delle istituzioni e di generare sovrapposizioni e conflitti di competenza.
Per tali ragioni, Le chiediamo con carattere di assoluta urgenza di ritirare il testo sottoposto al CNAM e di convocare un incontro con le scriventi Conferenze, al fine di esaminare le rilevanti criticità dello schema e avviare una riflessione condivisa su un modello di governo rispettoso dell’autonomia, della rappresentatività, della responsabilità degli organi elettivi e dei diritti degli studenti.
Siamo certi che il Ministero vorrà prestare la massima attenzione a una questione che non riguarda soltanto profili organizzativi, ma i principi fondamentali dell’alta formazione e il futuro del percorso di piena equiparazione dell’AFAM al sistema universitario, che l’azione del legislatore ha contribuito in questi anni a consolidare.
Con viva cordialità.
La Conferenza Nazionale dei Direttori delle Accademie di Belle Arti
La Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Accademie di Belle Arti
La Conferenza Nazionale dei Direttori dei Conservatori di Musica
La Conferenza Nazionale dei Direttori e dei Presidenti degli ISIA
La Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte degli Studenti ABA e ISIA
La Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte degli Studenti degli ISSM
Il Presidente della Conferenza dei Direttori delle Accademie
Prof. Umberto De Paola
Il Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Accademie
dott. Michele Casarin
Il Presidente della Conferenza dei Direttori dei Conservatori
Prof. Roberto Antonello
Il Presidente della Conferenza dei Direttori degli ISIA
Prof. Tommaso Salvatori
La Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Consulte degli Studenti di Accademie di Belle Arti e ISIA
Melania Barbera
Il Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Consulte degli Studenti degli ISSM
Samuel Menga
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